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A proposito di Eventi da Impatto

ottobre 21, 2011

L’articolo qui sotto è la mia traduzione dell’originale inglese del 2007, ossia di 8 anni dopo la pubblicazione della prima Edizione di “La Settima Piramide (Oltre Eden), dove, dall’analisi delle testimonianze classiche si “deduceva” che intorno al decimo millennio prima dell’era volgare (a.e.v., denominazione più che appropriata) DEVE esserci stato un Evento da Impatto, che, secondo il mio studio, sarebbe poi quello responsabile della mitica “fine” della Tradizione atlantica o atlantidea che dir si voglia. La data precisa, secondo la mia analisi, dovrebbe in verità essere il 9.650 a.e.v., datazione confortata anche dalle ricerche riportate su Nature Vol. 391, 8 Gennaio 1998.

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Nuova Teoria di Impatto cometario nell’Età della Cultura di Clovis

21 Maggio 2007

Sorgente: Università dell’Oregon

Due ricercatori dell’Università dell’Oregon fanno parte di un Team di 26 che propongono una nuova Teoria, cioè che un Impatto extraterrestre, possibilmente una Cometa, ha provocato un Inverno di 1000 anni e spazzato via la Cultura preistorica di Clovis e una varietà di specie animali nel Nordamerica di 13.000 anni fa  (“La cultura di Clovis, detta anche cultura Llano, è una cultura preistorica nativa americana che appare per la prima volta nelle rilevazioni archeologiche del Nord America circa 11.000 anni fa, alla fine dell’ultimo periodo glaciale. La cultura prende il nome dai manufatti trovati vicino a Clovis, nel Nuovo Messico. I siti di Clovis hanno da allora avuto una loro precisa identità rispetto agli altri siti all’interno degli Stati Uniti, così come del Messico e dell’America Centrale.” cfr. Wikipedia; NdR). Questa Teoria è sostenuta dal ritrovamento di uno strato carbonioso non ancora definitivamente spiegato in 50 siti nordamericani del periodo Clovis e che data l’inizio di un periodo freddo conosciuto come Younger Dryas Event. Questi siti ne comprendono parecchi nelle Channel Islands al largo della California, dove gli Archeologi dell’UO Douglas J. Kennett e Jon M. Erlandson hanno condotto le loro ricerche. La Teoria sarà discussa per la prima volta Mercoledì, 23 Maggio al Congresso della Unione Geofisica in Acapulco, Messico. Kennett è quello dei partecipanti disponibile a discutere la Teoria con i suoi omologhi. Il British Journal Nature ha esposto la Teoria per primo nella rubrica delle novità del numero del 18 Maggio. Prima di oggi, membri del Team, incluso il padre di Kennett, James P. Kennett dell’Università di California, Santa Barbara, e Richard B. Firestone del Lawrence Berkeley National Laboratory ufficiosamente avevano presentato la Teoria ai loro colleghi. Douglas Kennett ha esposto i dettagli della Teoria il 19 Maggio in un seminario al completo presso la U.O. in presenza di Erlandson; studenti e membri di Facoltà da Archeologia, Storia dell’Arte, Antropologia, Biologia, Geologia, Geografia, Scienze politiche, Psicologia, hanno “bombardato” Kennett di domande. I Ricercatori propongono che la nota Inversione delle correnti oceaniche mondiali e l’associato raffreddamento globale al quale alcuni scienziati attribuiscono la colpa dell’estinzione di molte specie animali e della fine del Periodo Clovis fu essa stessa l’effetto di un Evento più importante. Mentre una Teoria generalmente accettata sostiene che la fusione glaciale nordamericana fu responsabile dello spostamento delle correnti, la nuova proposta punta all’esplosione di un grosso oggetto extraterrestre sopra il o all’interno del Ghiacciaio Laurentide a Nord dei Grandi Laghi (“Un massiccio ghiacciaio che durante le glaciazioni quaternarie ricopriva centinaia di migliaia di miglia quadrate includendo la maggior mparte del Canada e una vasta porzione degli Stati Uniti settentrionali” cfr. Wikipedia; NdR). “Alte concentrazioni di materiali da impatto extraterrestre si trovano nell’area dei Grandi Laghi e si allargano a partire da lì.”, dice Kennett. “Ciò avrebbe avuto effetti importanti sugli umani. Effetti immediati si sarebbero avuti a Nord e Est, producendo onde d’urto, calore, alluvioni, incendi, riduzione e frammentazione di insediamenti umani.” 

Gli strati carboniosi contengono microsferule, iridio, sferule di carbonio, fullerene (Un allotropo molecolare del Carbonio; NdR) , carbon fossile e fuliggine. Alcuni di tali ingredienti sono stati trovati in tutto il mondo in terreni databili al Limite K-T di 65 milioni di anni fa (il Limite K-T marca la fine del Cretaceo e l’inizio del Terziario, quando si pensa che numerose specie furono cancellate da un Asteroide molto massivo che colpì la penisola dello Yucatan e il Golfo del Messico; NdR). Nella nuova Teoria manca il cratere da Impatto, ma i ricercatori argomentano che un Impatto sopra o dentro il Ghiacciaio Laurentide potrebbe esser stato assorbito poiché fu assai meno intenso dell’Evento K-T. Kennett ha detto che 35 specie animali si estinsero alla fine del Pleistocene, con almeno 15 chiaramente spazzate via intorno a 12.900 anni fa. Ci sarebbero stati importanti slittamenti dell’Ecosistema, costringendo i sopravvissuti del Clovis entro rifugi, specialmente nell’Ovest degli Stati Uniti. “Quello fu un Evento massivo su scala continentale, se non globale.” ha detto Kennett. Lui e Erlandson dicono che stanno valutando i dati paleoindiani esistenti, che Kennett descrive come “indizio di importanti riduzioni e frammentazione della popolazione.”; ma, ha detto Erlandson, “E’ necessario altro lavoro per verificare ulteriormente quest’ipotesi … Occorre rivedere i primi sforzi di ricerca alla luce delle nuove tecnologie che possono stringere gli intervalli temporali del radiocarbonio e, quando i fondi saranno disponibili, si potrà localizzare e studiare nuovi siti ... Acquistando fiducia nella Teoria,” hanno detto ancora Erlandson e Kennett,“ne abbiamo fatto uscire qualche aspetto in discorsi informali per studiarne l’effetto e verificare da che parte stavamo puntando, quali potessero essere le obiezioni iniziali, la qual cosa ci ha aiutato a mantenere la nostra obiettività … L’interesse a perseguire vecchie e nuove posizioni può accendere importanti ondate di interrogativi interdisciplinari e attrarre nuove ondate di studenti interessati.”

Links:

Kennett faculty Web page

Erlandson faculty Web page

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