I Proto-Polinesiani hanno rapidamente colonizzato il Pacifico
Si tende troppo facilmente a stabilire e mantenere dei “distinguo” tra i grandi Miti dell’Antichità, come se sulla Terra fosse possibile tracciare dei confini netti tra questo e quello, come se non facessimo parte di un Continuum spaziotemporale in cui gli interlacciamenti sono inevitabili e creano successioni incessanti di causa-effetto laonde è più che giustificata la metafora del battito d’ali della farfalla che in un attimo provoca una conseguenza più o meno clamorosa dall’altra parte della Terra.
Perché MU e Atlantide dovrebbero essere 2 realtà separate anziché strettamente imparentate?! La Tesi che ho sostenuto in “La Settima Piramide (“Oltre Eden”)“ è infatti proprio questa. Si tratta, come al solito, di estrarre dalle nebbie del Mito qualche visione che abbia un minimo di fondamento reale, il che esclude ovviamente aerei di 12.000 anni fa e leggendarie guerre intercontinentali per proporre invece una Storia di espansione, di colonizzazioni successive, di migrazioni dal Pacifico, grande crocevia planetario, verso l’Atlantico in una logica di Ritorno che è la sostanza di ogni cosa che avviene nel Cosmo, dal Micro al Macro.
Nel Dicembre 1999, 1 anno dall’uscita di “Oltre Eden”, trovai quest’articolo su Science, Vol 286; lo ripropongo qui perché è assai significativo.
«Gli Antenati degli antichi Polinesiani occuparono le isole del Pacifico orientale soltanto poche migliaia di anni fa, ma gli Antropologi hanno a lungo discusso sul da dove provenissero. Anche dopo attento esame di ossa, sangue, DNA, vasellami, linguaggi i ricercatori sono rimasti divisi. I Genetisti prevalentemente argomentano che Proto-Polinesiani navigatori originarono in Asia sud-orientale e poi mossero verso le isole a Est, invadendo poi lungo il percorso la Melanesia nel Pacifico occidentale. Gli Archeologi in prevalenza invece argomentano che gli antichi Polinesiani originarono nella stessa Melanesia, culla di diversità per 45.000 anni. Ora, i genetisti hanno combinato dati genetici (DNA) con dati linguistici melanesiani per concludere che l’Arcipelago fu solo una stazione di passaggio. L’Articolo, apparso lo scorso mese su American Journal of Physical Anthropology “.. aggiunge nuovi dati genetici primari di grande importanza ed è fortemente consistente con un’invasione molto veloce, talora definita modello del ’treno espresso’” ha detto Patrich Kirch, un Antropologo dell’Università di Berkeley in California … 
D’altra parte, l’Archeologo John Terrel del Field Museum di Chicago si dice confuso dal fatto che si semplifichi la questione “riducendola ai due soli popoli Melanesiano e Asiatico sudorientale e a due sole migrazioni, mentre la faccenda è estremamente più complessa, interessante e significativa”. D. Andrew Merrywether dell ‘Università del Michigan afferma che ” .. le isole sono un crocevia critico per spiegare dove la gente ha incrociato e da dove proveniva”. Le lingue parlate riflettono tale complessità … A mano a mano che il quadro si fa più chiaro, i ricercatori mettono alla prova altri interrogativi, tipo perché la Melanesia è così incredibilmente varia. “Parliamo di relazioni estremamente complesse .. che riflettono le influenze di parecchie migrazioni in epoche diverse” afferma Jonathan Friedlaender dell’Università del Tempio di Filadelfia, Pennsylvania, “.. e la genetica continua a farsi beffe della Storia”».
(Fonte: Science, vol 286, Dec. 10th, 1999)
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