Quando il Sahara divenne pluviale
È del 9 Aprile del 2004 un Reportage del Corriere della Sera su una Spedizione archeologica italiana nel Sahara libico-algerino in cerca di dati sulle mutazioni climatiche sahariane e sui loro effetti sulle popolazioni africane (Un. La Sapienza, Roma).
Le conclusioni sono riprodotte nel diagramma qui sotto, in cui le epoche sono però riportate per comodità secondo il calendario moderno (a.e.v.= avanti l’evo volgare).
Il Reportage attribuisce la prima fase della mutazione all’arrivo di Monsoni di origine atlantica meridionale, che avrebbero portato piogge tali da determinare una crescita esponenziale di vegetazione e in conseguenza l’arrivo di popoli cacciatori al seguito degli animali, primi nuclei della Civiltà sahariana, che avrebbe poi visto alterne vicende nel corso dei secoli successivi.
Lo scenario che si trae dal diagramma pare quello di una mutazione progressiva, ancorché forte, tra l’11000 e il9000 a.e.v., più o meno in corrispondenza della fine dell’ultima glaciazione e l’inizio dell’interglaciale attuale.
Quello che è interessante in questo scenario è che il periodo tra il 10000 e il9000 a.e.v. è anche quello che, secondo “La Settima Piramide (Oltre Eden)”, corrisponde all’Impatto responsabile della catastrofe atlantica (o atlantidea), il quale, siasi verificato sul Ghiacciaio Laurentide (cfr. articolo precedente) o in pieno Atlantico, avrebbe avuto come effetto collaterale un periodo di intensa copertura del cielo con precipitazioni di lunghissima durata. D’altra parte è questionabile come potrebbero dei normali Monsoni, che sono per loro natura dei venti tropicali stagionali, ossia periodici, ottenere lo straordinario effetto di tropicalizzare il Sahara (periequatoriale), a meno di perturbazioni che abbiano avuto l’effetto di sovvertire la circolazione atmosferica nel lungo periodo.

Contatti/Contacts
The Seventh Pyramid – link1